Quando il respiro accelera senza motivo
Che cosa succede nel corpo durante un attacco di panico, e perché le precauzioni lo peggiorano.
Comincia quasi sempre allo stesso modo. Il cuore accelera prima che ci sia un pensiero. Il respiro diventa corto e superficiale. Arriva un formicolio alle mani, la sensazione che il pavimento sia meno solido, e l'idea nitida che stia succedendo qualcosa di grave.
Dura da pochi minuti a una ventina. Poi passa, lasciando una stanchezza fisica sproporzionata e una domanda che resterà per settimane: e se succede di nuovo.
Che cosa sta facendo il corpo
Il sistema d'allarme si è attivato. È lo stesso meccanismo che serve a scappare da un pericolo reale: adrenalina, cuore più veloce, muscoli pronti, respiro accelerato. Il problema non è che funzioni male. Il problema è che si è acceso in una situazione in cui non c'è niente da cui scappare.
L'iperventilazione spiega buona parte dei sintomi. Respirando più in fretta si abbassa l'anidride carbonica nel sangue, e da lì arrivano il formicolio, i capogiri, la sensazione di irrealtà. Sono spiacevoli e non sono pericolosi, ed è precisamente questo che il corpo, in quel momento, non riesce a credere.
Perché gli esami risultano normali
Quasi tutti, la prima volta, vanno al pronto soccorso. Elettrocardiogramma normale, esami normali, dimissione. La rassicurazione regge poco, perché quello che è successo era reale: l'allarme è scattato davvero, e un referto non lo smentisce.
Questo non significa saltare il controllo medico. Escludere una causa fisica al primo episodio è la premessa per lavorare tranquilli su quello che resta.
Il vero problema viene dopo
Il danno maggiore quasi mai è l'attacco. È quello che si costruisce intorno. Un percorso più lungo per evitare il tunnel. Il posto vicino all'uscita. La bottiglia d'acqua in borsa. La persona da chiamare. Ogni precauzione dà sollievo immediato, e proprio per questo insegna alla paura che aveva ragione. Il territorio sicuro si restringe di un centimetro alla volta, e dopo un anno la vita ha una forma diversa senza che nessuno abbia deciso niente.
Che cosa aiuta davvero
Nel momento, rallentare l'espirazione più dell'inspirazione: contare fino a quattro inspirando e fino a sei espirando riduce l'iperventilazione. Non fa passare l'attacco per magia, ma toglie benzina.
Nel lungo periodo conta un'altra cosa. Il panico raramente arriva a caso: arriva in un periodo. Un cambiamento, una perdita, una responsabilità nuova, un conflitto che non si può nominare. Capire di che cosa quell'allarme stava parlando è la parte lenta del lavoro, e per molte persone è quella che alla fine cambia le cose.
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