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Riservatezza

Che cosa resta in questa stanza, che cosa scrivo, chi altro potrebbe leggerlo. Con i limiti detti per intero.

Sono tenuta al segreto professionale dall'articolo 11 del Codice Deontologico degli Psicologi italiani. Non è una promessa personale: è un obbligo, e violarlo è un illecito disciplinare oltre che, in certi casi, un reato.

Che cosa significa in pratica

Quello che dice in questa stanza non esce da questa stanza. Non lo racconto al suo medico, non lo racconto a chi ha pagato la seduta, non lo racconto al suo compagno se la accompagna e aspetta fuori. Non confermo nemmeno che lei sia una mia paziente: se qualcuno telefona e chiede, la risposta è che non posso dare quell'informazione.

Che cosa scrivo

Tengo appunti clinici essenziali, su carta, in un cassetto chiuso a chiave. Non contengono trascrizioni di quello che dice. Non uso applicazioni di note, non uso servizi cloud e non tengo cartelle cliniche su questo sito: il sito conserva soltanto il messaggio che mi invia dal modulo di contatto, e lo cancella automaticamente dopo novanta giorni.

La supervisione

Come previsto dalla mia formazione, discuto il lavoro clinico in supervisione. Nei casi portati in supervisione non compaiono il nome, la professione, il luogo di lavoro né alcun altro elemento che permetta di riconoscere una persona.

I limiti, detti per intero

Il segreto professionale ha tre limiti previsti dalla legge, e preferisco che li conosca prima e non nel momento in cui si applicano.

  • Pericolo di vita imminente, per lei o per un'altra persona identificabile. In quel caso la legge mi impone di attivarmi, e lo farei dopo averglielo detto, non alle sue spalle.
  • Reati contro minori o persone incapaci di cui venissi a conoscenza: esiste un obbligo di segnalazione.
  • Un ordine dell'autorità giudiziaria. In quel caso il segreto professionale resta e posso opporlo, ma è il giudice a decidere.

Fuori da questi tre casi, non esiste nessuna circostanza in cui quello che mi dice venga riferito a qualcun altro.

Scrivere è il primo passo

Mi racconti con parole sue di che cosa si tratta. Le rispondo io, personalmente.