Domande frequenti
Le cose che mi vengono chieste più spesso, comprese quelle che si fa fatica a chiedere.
Ogni domanda, prima di ogni risposta
Nulla qui è nascosto dietro un clic. Vada direttamente alla sua domanda, oppure le legga tutte.
Se la sua domanda non è qui, me la faccia nel messaggio: le risposte a questa pagina nascono quasi tutte così.
Prima di iniziare
Come si comincia?
Mi scrive dal modulo di contatto, anche solo poche righe. Le rispondo io entro due giorni lavorativi proponendole uno o due orari, e ci vediamo una prima volta. Non c'è nessun passaggio intermedio e nessuno da convincere.
Devo sapere già che cosa dire?
No, ed è la domanda che mi viene fatta più spesso. Quasi nessuno arriva con una spiegazione ordinata: si arriva con una sensazione, un episodio, una frase detta da qualcun altro che è rimasta. Mettere a fuoco la domanda è parte del lavoro, non il suo prerequisito.
Il mio problema è abbastanza grave?
Non esiste una soglia da superare, e chi se lo chiede quasi sempre è già passato attraverso mesi in cui ha minimizzato. Se una cosa le occupa la testa al punto da farla arrivare a leggere questa pagina, è un motivo sufficiente per un primo colloquio.
Costi e pagamenti
Quanto costa una seduta?
Ottanta euro per cinquanta minuti, in studio o online. Il primo colloquio costa come gli altri. Emetto fattura elettronica per ogni pagamento.
Si può detrarre?
Sì. Le prestazioni psicologiche sono spese sanitarie e si detraggono dall'IRPEF al 19% per la parte che eccede i 129,11 euro. Perché la detrazione valga il pagamento deve essere tracciabile: pagando in contanti si perde.
Che cosa succede se salto un incontro?
Se me lo comunica con almeno ventiquattro ore di anticipo, non si paga. Sotto quel limite l'incontro si considera svolto, perché quell'ora resta riservata a lei e non posso darla a nessun altro. Vale anche per me: se sono io a dover disdire, l'incontro viene recuperato.
Il percorso
Quanto dura un percorso?
Non ho una risposta valida per tutti e diffido di chi ce l'ha. Alcuni percorsi si chiudono in pochi mesi, altri durano anni. Quello che posso dirle è che se ne parla apertamente lungo la strada, e che la fine si prepara insieme.
Ogni quanto ci si vede?
Di norma una volta a settimana, sempre nello stesso giorno e alla stessa ora. La regolarità non è una comodità organizzativa: è quello che permette al lavoro di reggere anche nelle settimane in cui non ha voglia di venire.
Online funziona come in studio?
Per la maggior parte delle persone sì, a una condizione: una stanza in cui possa chiudere la porta e la ragionevole certezza che nessuno entri per cinquanta minuti. Se teme di essere sentita, dice altre cose, e allora la differenza diventa grande.
Riservatezza
Chi legge quello che scrivo dal modulo?
Solo io. Il modulo non passa da una segreteria e non viene inoltrato a nessuno. Il contenuto del messaggio viene cancellato automaticamente entro novanta giorni, anche se nel frattempo ci siamo incontrati.
I miei familiari possono sapere che vengo?
Non da me. Non confermo a nessuno che lei sia una mia paziente, nemmeno a chi paga la seduta e nemmeno a chi telefona dicendo di essere un familiare. Se qualcuno chiede, la risposta è che non posso dare quell'informazione.
Prende appunti su quello che dico?
Appunti clinici essenziali, su carta, in un cassetto chiuso a chiave. Non sono trascrizioni e non stanno su nessun computer. Non uso applicazioni di note né servizi cloud per il lavoro clinico.
Scrivere è il primo passo
Mi racconti con parole sue di che cosa si tratta. Le rispondo io, personalmente.