Quanto dura davvero un percorso
Perché nessuno serio le dà un numero, e che cosa si può dire invece.
Chi chiede quanto dura di solito non sta chiedendo una cifra. Sta chiedendo un'altra cosa: se ne uscirà, e quanto costerà in tempo e in denaro arrivarci. Sono domande legittime, e meritano una risposta più onesta di «dipende».
Perché non esiste un numero
Due persone con lo stesso sintomo possono avere davanti percorsi molto diversi, perché il sintomo dice poco su che cosa lo tiene in piedi. Un attacco di panico comparso in un periodo di sovraccarico e un attacco di panico che arriva dopo vent'anni di controllo su tutto sono due cose diverse, anche se in ambulatorio si chiamano allo stesso modo.
Chi promette risultati in un numero prefissato di sedute sta descrivendo un protocollo, non la sua situazione. Per alcuni disturbi quei protocolli funzionano e hanno senso; non funzionano perché il numero è scritto, funzionano quando il problema ha davvero quella forma.
Quello che si può dire
Ci sono degli ordini di grandezza, e li dico volentieri perché aiutano a decidere.
- Poche settimane. Quando la domanda è circoscritta: una decisione da prendere, un evento specifico da attraversare, un chiarimento che basta a rimettere in moto.
- Sei mesi o un anno. È il caso più frequente. Un sintomo che dura da un po', ma una vita intorno che regge.
- Più a lungo. Quando quello che si vuole cambiare non è un episodio ma un modo ricorrente di stare nelle cose. Qui il tempo non è un difetto del metodo: è la misura di che cosa si sta muovendo.
I segnali che qualcosa si sta chiudendo
Non è la scomparsa del sintomo, che spesso arriva prima e da sola non basta. Sono cose più laterali: accorgersi dello schema mentre accade e non due giorni dopo; scoprire di aver deciso qualcosa senza il solito interrogatorio interno; arrivare in seduta e non sapere che cosa dire perché la settimana è andata, semplicemente.
Quando questo capita per diverse settimane, il discorso sulla fine si apre da solo. Non lo apro io a sorpresa e non lo tengo chiuso se lo apre lei.
Interrompere
Si può, in qualunque momento, e non serve una giustificazione. L'unica cosa che chiedo è un ultimo incontro invece di un messaggio. Non è una formalità: chiudere una relazione dicendolo in faccia è, per molte persone, esattamente il genere di cosa su cui si stava lavorando.
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