Che cosa succede nella prima seduta
Cinquanta minuti, nessun test, nessun modulo da compilare. Ecco come vanno davvero.
La domanda che ricevo più spesso prima di un primo incontro non riguarda il metodo, né la formazione, né la tariffa. Riguarda una cosa più semplice: che cosa devo dire quando entro.
La risposta è che non deve dire niente di preparato. Le prime frasi quasi sempre escono male, e va benissimo così.
I primi minuti
Ci sediamo, le spiego in tre frasi come funziona, e poi le chiedo che cosa la porta qui. È l'unica domanda a cui non ho una risposta in anticipo. Da lì in poi seguo quello che dice: mi interessa la storia, non la classificazione.
Non ci sono test da compilare. Non c'è un questionario di ingresso. Non le chiedo di raccontare l'infanzia in ordine cronologico, e se comincia dalla fine mi va bene lo stesso.
Le domande che faccio
Sono tre, e le riconoscerà anche se le faccio in momenti diversi.
- Perché adesso. Quasi sempre una cosa va avanti da mesi o da anni, e poi succede qualcosa che rende insostenibile continuare così. Quel qualcosa dice molto.
- Che cosa ha già provato. Altri percorsi, farmaci, letture, cambiamenti di vita. Serve a non ripetere quello che non ha funzionato.
- Che cosa si aspetta da qui. Anche se la risposta è che non lo sa. Soprattutto se è quella.
Il silenzio
Ci saranno pause. Molte persone le vivono come un imbarazzo da riempire, e nel primo incontro tendo a intervenire prima che diventino pesanti. Più avanti nel lavoro quei silenzi diventano una risorsa, ma questo è un discorso per dopo.
Gli ultimi dieci minuti
Verso la fine mi fermo e le dico che cosa mi sembra di aver capito. Non è una diagnosi ed è formulato come un'ipotesi, perché a quel punto è esattamente questo. Poi le dico che tipo di lavoro proporrei, con quale frequenza, e per quale motivo.
Se penso che qualcun altro sia più adatto, glielo dico lì. Capita, e non è una cortesia: mandare una persona nel posto sbagliato costa mesi.
Quando esce
Non deve decidere sulla porta. Può pensarci, e molte persone scrivono dopo qualche giorno. Capita anche che servano due o tre incontri prima di capire se ha senso continuare, e non è tempo perso: sono le sedute in cui la domanda prende forma.
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