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Online o in studio: che cosa cambia davvero

Non è una versione ridotta. Ma ci sono tre cose che in videochiamata funzionano diversamente.

Le mani di una persona su un computer portatile, con lo schermo illuminato.

La domanda arriva quasi sempre con una premessa di scuse: immagino che dal vivo sia meglio, ma io abito lontano. Vale la pena separare quello che cambia davvero da quello che si teme e basta.

Quello che non cambia

La durata, la frequenza, il modo di lavorare e la riservatezza. Non cambia nemmeno la cosa che di solito si teme di più, cioè la possibilità di dire cose difficili: la letteratura su questo è ampia e non mostra la differenza che la gente si aspetta.

Le tre cose che cambiano

  • Il corpo si vede a metà. In studio noto le mani, la postura, il modo in cui qualcuno si siede prima di dire una certa frase. Sullo schermo tutto questo si riduce a un rettangolo. Si compensa, ma è una perdita reale.
  • Manca il viaggio. Il tragitto verso casa dopo una seduta difficile non è tempo morto: è dove le cose si depositano. Online si passa in tre secondi dalla seduta alla cucina, e conviene ricavarsi dieci minuti prima di riprendere la giornata.
  • Lo spazio non lo garantisco io. Nello studio la stanza è protetta perché ci penso io. A casa dipende da lei, e questo è il punto su cui la videochiamata funziona o non funziona.

La condizione che conta

Una stanza in cui possa chiudere la porta e la ragionevole certezza che nessuno entri per cinquanta minuti. Non è un dettaglio pratico: se teme di essere sentita, dice altre cose, e a quel punto la differenza fra online e studio diventa enorme. Se in casa non esiste quella stanza, vale la pena dirlo e cercare insieme un'alternativa — l'auto parcheggiata funziona meglio di quanto sembri.

Quando non lo propongo

Nelle situazioni in cui la presenza fisica conta davvero: un rischio clinico importante, una crisi acuta in corso, o quando durante il lavoro emerge qualcosa per cui lo schermo diventa un modo per restare a distanza. In quel caso lo dico, e ne parliamo.

Chi ha scritto questo articolo

Scrivere è il primo passo

Mi racconti con parole sue di che cosa si tratta. Le rispondo io, personalmente.