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Insonnia e sonno disturbato

Le notti in cui il pensiero si accende esattamente quando dovrebbe spegnersi.

Una persona addormentata su un cuscino chiaro.

L'insonnia si presenta in tre modi e vale la pena distinguerli. C'è chi non riesce ad addormentarsi e resta un'ora o due con gli occhi aperti. C'è chi si sveglia alle tre e mezza e da lì non torna indietro. E c'è chi dorme un numero di ore accettabile e si alza come se non avesse dormito affatto.

Quello che le tre forme hanno in comune è il pensiero. Di giorno la giornata lo copre; di notte non c'è nulla che lo copra, e quello che era rimasto in sospeso torna con una nitidezza che alle undici del mattino non aveva.

Il circolo che si forma

Dopo qualche settimana il problema non è più soltanto dormire. È il letto, che diventa il posto dove si sta svegli. È la sera, che comincia a fare paura verso le nove. È la giornata dopo, affrontata con una riserva che non c'è. Il sonno è l'unica cosa che non si ottiene sforzandosi di ottenerla, e la fatica di provarci è già parte del problema.

Che cosa possiamo farne

Nel lavoro guardiamo che cosa arriva in quelle ore: quasi sempre non è casuale. Sono i conti aperti, i conflitti non detti, le decisioni rimandate. Trattare l'insonnia come un problema tecnico funziona per un po'; capire di che cosa parlano quelle notti dura di più.

Se l'insonnia dura da molto o si accompagna a russamento e sonnolenza diurna marcata, vale la pena parlarne anche con un medico: alcune forme hanno una causa fisica che va esclusa.

Scrivere è il primo passo

Mi racconti con parole sue di che cosa si tratta. Le rispondo io, personalmente.